La protezione saldo negativo CFD garantisce che la perdita totale di un trader al dettaglio non possa mai superare i fondi presenti sul suo conto. L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha annunciato il 27 marzo 2018 di aver concordato questa garanzia, calcolata per conto e non per singola posizione. La sua formalizzazione giuridica effettiva è arrivata poi, con la decisione del 22 maggio 2018 presentata più avanti.
Prima di questa misura, un movimento di mercato estremo poteva teoricamente far scendere il saldo di un conto CFD in territorio negativo: il trader si ritrovava allora debitore verso il proprio broker, oltre i fondi che aveva depositato. La protezione dal saldo negativo chiude questa possibilità. Capire esattamente cosa copre, e cosa invece lascia fuori, evita di attribuirle una sicurezza che non offre.
Cosa ha deciso l’ESMA nel marzo 2018
Il 23 marzo 2018, il consiglio delle autorità di vigilanza dell’ESMA ha concordato un pacchetto di cinque misure di intervento sui prodotti destinati ai clienti al dettaglio, fondato sull’articolo 40 del regolamento MiFIR; l’ESMA lo ha annunciato pubblicamente il 27 marzo 2018. Tra queste misure figuravano limiti di leva fino a 30:1 per le coppie di valute principali e fino a 2:1 per le criptovalute, una regola di chiusura del margine al 50 per cento, e la protezione dal saldo negativo. Il comunicato dell’ESMA lo descrive senza ambiguità: “Negative balance protection on a per account basis. This will provide an overall guaranteed limit on retail client losses”, ossia una protezione calcolata per conto che limita la perdita complessiva del cliente.
Il punto essenziale sta in questa precisazione “per account”: la garanzia riguarda il saldo totale del conto, non ogni posizione aperta considerata singolarmente. Un trader che detiene più posizioni CFD simultanee non beneficia quindi di una soglia a zero per ciascuna di esse singolarmente, ma di una soglia a zero per l’insieme del suo conto una volta aggregate tutte le posizioni.
Una decisione di applicazione inizialmente limitata nel tempo
Ciò che la ricerca conferma anche è che la decisione europea che ha formalmente attuato questa protezione non aveva nulla di permanente in origine. La Decisione (UE) 2018/796 del 22 maggio 2018, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, precisa: “This Decision enters into force on the day following that of its publication in the Official Journal of the European Union. This Decision shall apply from 1 August, 2018 for a period of 3 months”. La misura si applicava quindi dal 1 agosto 2018 per tre mesi soltanto, un formato di restrizione temporanea rinnovabile proprio dei poteri di intervento dell’ESMA sui prodotti finanziari.
Il testo stesso indica oggi il proprio stato: “No longer in force, Date of end of validity: 31/10/2018”. Questa decisione precisa ha quindi cessato di applicarsi a fine ottobre 2018. Ciò segnala che un passaggio di testimone è seguito, che sia attraverso una nuova decisione dell’ESMA o attraverso una ripresa della regola a livello dei regolatori nazionali, ma questa ricerca non è riuscita a verificare nel dettaglio la meccanica esatta di tale passaggio in un’unica sessione di consultazione.
Cosa non chiarisce il testo fonte
Due zone restano fuori dal perimetro strettamente confermato dalle fonti consultate qui. Prima di tutto, il dettaglio del passaggio regolamentare dopo il 31 ottobre 2018: sapere se la protezione per conto sia stata ripresa in modo identico da ogni regolatore nazionale, con eventuali sfumature locali, richiederebbe una verifica distinta presso ciascun testo nazionale. Inoltre, il testo fonte non dettaglia il meccanismo tecnico con cui un broker applica concretamente questa soglia a zero, né i casi limite (gap di mercato estremo, fine settimana, attivo molto illiquido) in cui l’esecuzione della chiusura potrebbe, in pratica, essere ritardata.
Ciò che la protezione per conto non fa, inoltre, è garantire che nessuna singola posizione possa mai diventare fortemente negativa prima che l’intero conto attivi la chiusura prevista dalla regola del margine al 50 per cento. La soglia di chiusura ESMA al 50 per cento e la protezione dal saldo negativo funzionano insieme, l’una limitando l’ampiezza della perdita prima della chiusura forzata, l’altra garantendo che il risultato finale non scenda mai sotto zero.
Domande frequenti
La protezione dal saldo negativo si applica a ogni posizione o all’intero conto?
Si applica all’intero conto, non a ogni posizione considerata singolarmente. L’ESMA l’ha formulata esplicitamente come una garanzia “per account” nel suo comunicato del marzo 2018, il che significa che solo il saldo totale aggregato non può scendere sotto zero.
Questa protezione esiste ancora oggi?
La decisione europea precisa consultata qui era valida solo fino al 31 ottobre 2018, secondo il testo pubblicato su EUR-Lex. Un passaggio successivo tramite altri testi o tramite i regolatori nazionali è probabile, ma questa ricerca non è riuscita a verificarne il dettaglio esatto.
Un trader può ancora perdere più del suo deposito iniziale su un conto CFD protetto?
No, è proprio questo l’obiettivo della misura: limitare la perdita totale al saldo presente sul conto. Prima di questa garanzia, un movimento di mercato estremo poteva in teoria rendere il saldo negativo, costringendo il trader a dover denaro al proprio broker.
La protezione dal saldo negativo sostituisce la gestione del rischio tramite ordine stop?
No. Agisce come una rete di sicurezza finale, non come uno strumento di gestione attiva. Un ordine a soglia di attivazione o un ordine OCO resta necessario per limitare una perdita prima che raggiunga l’ampiezza alla quale interviene la chiusura forzata del conto.
