Limiti di leva dei CFD: i cinque livelli e il margine che ne deriva

Limite di leva dei CFD per la clientela al dettaglio: 30 a 1 sulle valute principali, 2 a 1 sulle criptovalute, margine calcolato.

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Illustrazione cinematografica scura di uno skyline urbano con grattacieli viola luminosi di altezza decrescente e una bilancia suspesa nel cielo, che simboleggia il limite di leva, senza testo ne volti identificabili

Un limite di leva fissa la dimensione di posizione che un broker può aprire per un cliente al dettaglio. Nell’Unione europea, questo tetto non rientra più nella scelta commerciale del broker: figura in un testo. Tuttavia, la maggior parte delle presentazioni si ferma al rapporto mostrato, senza dire quale margine quel rapporto imponga concretamente. In primo luogo, questo articolo riprende i cinque livelli pubblicati dall’ESMA, poi spiega il calcolo del margine che ne deriva.

Che cosa copre esattamente un limite di leva

La leva confronta il capitale impiegato con l’importo della posizione, chiamato nozionale. A 30 a 1, un margine di 1 000 euro sostiene una posizione di 30 000 euro. Di conseguenza, il margine richiesto è l’inverso del tetto: 100 diviso 30, ossia 3,33 % del nozionale.

Il margine, però, non è un limite di perdita. Fissa soltanto il capitale immobilizzato all’apertura. Inoltre, la regola di chiusura detta al 50 % si applica poi al conto intero, e non a una posizione isolata. Infine, un limite di leva non protegge da una variazione sfavorevole: ne riduce soltanto l’effetto meccanico.

I cinque livelli del limite di leva pubblicati dall’ESMA

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ha adottato queste misure il 1 giugno 2018, e si applicano ai contratti per differenza dal 1 agosto 2018. [1] I livelli variano secondo la volatilità del sottostante, mai secondo il broker.

Grafico: limite di leva dei CFD per classe di attività, 30 a 1 sulle coppie di valute principali, 20 a 1 sulle coppie non principali, oro e indici maggiori, 10 a 1 sulle altre materie prime, 5 a 1 sulle azioni singole, 2 a 1 sulle criptovalute
Limite di leva dei CFD per la clientela al dettaglio nell’Unione europea: 30 a 1 sulle coppie di valute principali, 20 a 1 sulle coppie non principali, oro e indici maggiori, 10 a 1 sulle altre materie prime, 5 a 1 sulle azioni singole, 2 a 1 sulle criptovalute. Fonte: ESMA, 1 giugno 2018. Margine iniziale = 100 diviso il limite.

Così, le coppie di valute maggiori si tengono a 30 a 1. Poi le coppie non maggiori, l’oro e i grandi indici azionari scendono a 20 a 1. In seguito le altre materie prime e gli indici non maggiori passano a 10 a 1. Infine, le azioni singole scendono a 5 a 1 e le criptovalute a 2 a 1. [1]

Tetto di leva per classe di attività e margine iniziale corrispondente (calcolato).
Classe di attivitàTetto di levaMargine iniziale
Coppie di valute maggiori30 a 13,33 %
Coppie non maggiori, oro, grandi indici20 a 15 %
Altre materie prime, indici non maggiori10 a 110 %
Azioni singole, altri valori di riferimento5 a 120 %
Criptovalute2 a 150 %

Le colonne di sinistra vengono dal testo dell’ESMA. La colonna del margine è calcolata: vale 100 diviso il tetto. [1]

Un limite di leva, due modi di leggerlo

Il rapporto e il margine descrivono lo stesso vincolo in due forme. Da un lato, il rapporto annuncia la dimensione massima per unità di capitale. Dall’altro, la percentuale annuncia il capitale immobilizzato per un dato nozionale. Quindi, su una posizione di 20 000 euro in valute maggiori, il margine iniziale raggiunge circa 666 euro, ossia il 3,33 % di 20 000.

Questo calcolo è un’illustrazione aritmetica. Non descrive alcuna regola di un programma di trading, e non dice nulla della perdita possibile sulla posizione.

Che cosa non dicono questi limiti

Un limite di leva non vieta di perdere. Non garantisce neppure che una posizione resti aperta durante una pubblicazione economica. Inoltre, questi testi inquadrano la clientela al dettaglio dell’Unione europea: un altro mercato può adottare livelli diversi. Al contrario, un prestatore di servizi può sempre applicare condizioni più severe, e diversi lo fanno.

Infine, queste misure non trattano delle regole proprie di una challenge di trading. L’obiettivo di profitto, la perdita massima autorizzata e il drawdown giornaliero rientrano nel regolamento del programma, non nel testo dell’ESMA. [2] Confondere le due cose equivale a confrontare un limite di rischio di mercato e una regola di gestione del conto.

Fonti

  • ESMA, misure di intervento sui prodotti relative ai CFD e alle opzioni binarie, 1 giugno 2018, esma.europa.eu.
  • Financial Conduct Authority, PS19/18, restrizione dei contratti per differenza venduti alla clientela al dettaglio, luglio 2019, fca.org.uk.

In pratica, un limite di leva si legge insieme al regolamento del programma che Lei segue. La meccanica di una challenge prop firm si basa su regole scritte, un obiettivo di profitto e un limite di perdita. Confrontare queste regole con i tetti qui sopra aiuta a situare il rischio reale di una posizione.

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