Spread bid-ask su CFD e Forex: come si forma questo costo e perché varia

Lo spread denaro lettera è la differenza tra il prezzo a cui si può acquistare uno strumento e quello a cui si può venderlo nello stesso istante. Non è una commissione aggiunta successivamente: è un costo integrato nel prezzo stesso,…

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Illustrazione astratta scura di due curve luminose, una viola e una bianca, che si allontanano e poi si riavvicinano tra rocce, a simboleggiare le variazioni dello spread denaro lettera sui mercati finanziari.

Lo spread denaro lettera è la differenza tra il prezzo a cui si può acquistare uno strumento e quello a cui si può venderlo nello stesso istante. Non è una commissione aggiunta successivamente: è un costo integrato nel prezzo stesso, presente ancora prima che la posizione si muova di un solo centesimo.

Ciò che la SEC e il CME Group definiscono come bid e ask

Il regolatore statunitense dei mercati finanziari definisce lo spread come la differenza tra il prezzo più alto che un market maker è disposto a pagare per acquistare un titolo (il bid) e il prezzo più basso al quale è disposto a venderlo (l’ask), su un mercato over the counter (SEC, definition of Spread).

Il CME Group, che organizza mercati a libro ordini per i contratti future, adotta una definizione più neutra, senza riferimento a un singolo market maker: lo spread bid/ask è semplicemente la differenza di prezzo tra il prezzo denaro e il prezzo lettera (CME Group, Glossary). La distinzione conta: su un mercato organizzato, l’écart risulta dal confronto di molteplici ordini in un libro pubblico; su un mercato over the counter come il Forex o i CFD, riflette il prezzo che il fornitore di liquidità propone in quel preciso momento.

L’esempio numerico dell’AMF sui CFD

L’Autorità francese dei mercati finanziari illustra questo costo con un esempio concreto: un CFD si acquista a 101 euro e si vende a 99 euro nello stesso istante. Questa differenza di due euro costituisce le spese sostenute dal cliente, indipendentemente dalla commissione che si applica in aggiunta sui CFD azionari (AMF, Les CFD (contracts for difference)).

In concreto, se si apre e si chiude immediatamente una posizione su questo strumento, senza che il mercato si sia mosso, si perdono questi due euro per unità. Lo spread si paga quindi già all’ingresso della posizione, prima di qualsiasi movimento di prezzo favorevole o sfavorevole. È un costo strutturale, non un evento casuale.

Perché lo spread varia a seconda dello strumento

Interactive Brokers collega l’ampiezza dello spread alla liquidità dell’attività in questione. Su un’attività molto liquida, come un’azione a grande capitalizzazione o una coppia di valute maggiore, lo spread è tipicamente ristretto. Su un’attività illiquida o volatile, può essere significativamente più ampio (IBKR Campus, Bid-Ask Spread).

Questa relazione con la liquidità spiega perché una coppia come EUR/USD mostra generalmente uno scarto più ristretto rispetto a una coppia esotica o a un indice meno scambiato: più acquirenti e venditori sono presenti in un dato istante, più lo scarto tra i loro prezzi tende a ridursi. Al contrario, fuori dalle ore di forte attività, o su uno strumento poco trattato, lo scarto può ampliarsi senza che nessun annuncio lo spieghi.

Cosa non dice questo scarto

Le fonti utilizzate qui definiscono il meccanismo e forniscono un ordine di grandezza illustrativo, non una regola di frequenza o di ampiezza generalizzabile a tutti gli strumenti o a tutti gli orari. Nessuna delle definizioni citate indica con quale ritmo uno spread si amplia in pratica né di quanto, questi valori dipendendo dal fornitore di liquidità e dal momento considerato. Verificare le condizioni di spread proprie a ciascuno strumento presso il broker resta quindi necessario prima di valutare il costo reale di una strategia.

Su un conto challenge, questo costo si aggiunge a quello del finanziamento overnight sui CFD quando la posizione viene mantenuta oltre una giornata, e si articola diversamente a seconda che l’ordine passato sia un ordine limite o un ordine stop, il primo fissando un prezzo massimo di acquisto o minimo di vendita, il secondo attivando un ordine a mercato una volta raggiunta una soglia.

Per collocare questo costo nel quadro più ampio delle regole applicate su un conto finanziato, il confronto tra prop firm in una fase illustra le regole di più offerte fianco a fianco.