Slippage su CFD e Forex: perché il prezzo di esecuzione differisce dal prezzo mostrato

Lo scarto di prezzo CFD è la differenza tra il prezzo che si intendeva ottenere nel momento in cui si invia un ordine e il prezzo realmente ottenuto all’esecuzione. Questo disallineamento non è un’anomalia tecnica: l’Autorité des marchés financiers francese…

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Illustrazione scura di un ticket dorato raggiante collegato da una freccia a una pila di monete più grande, su candele di trading viola, a rappresentare lo scarto di prezzo CFD tra prezzo mostrato e prezzo eseguito.

Lo scarto di prezzo CFD è la differenza tra il prezzo che si intendeva ottenere nel momento in cui si invia un ordine e il prezzo realmente ottenuto all’esecuzione. Questo disallineamento non è un’anomalia tecnica: l’Autorité des marchés financiers francese (AMF) e l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) lo descrivono entrambe come una caratteristica strutturale dell’esecuzione sui mercati a quotazione continua, in particolare sui CFD.

Cosa intende l’AMF per slippage nella sua guida sulla best execution

Nella sua guida relativa alla best execution, l’AMF inserisce lo slippage tra i criteri che i prestatori di servizi devono monitorare per valutare la qualità di esecuzione offerta ai propri clienti. Questa guida cita, tra i criteri di qualità di esecuzione da monitorare, l’asimmetria degli scarti di prezzo o slippage. La parola chiave qui è asimmetria: il prezzo di esecuzione può essere migliore o peggiore del prezzo mostrato al momento dell’ordine, in base alla politica di esecuzione del prestatore e al senso del movimento di mercato durante le poche frazioni di secondo necessarie per elaborare l’ordine.

Perché bastano pochi secondi per far muovere il prezzo

Nella sua pagina divulgativa dedicata ai CFD, l’AMF spiega il meccanismo in termini più concreti per il risparmiatore: un ordine non viene mai eseguito in modo istantaneo, e questo ritardo, anche molto breve, lascia il tempo al corso del sottostante di muoversi. L’AMF lo formula così: possono esserci anche scarti tra il momento in cui si invia l’ordine e il momento in cui viene eseguito. In pochi secondi, il corso del sottostante può aver accelerato il suo rialzo o il suo calo, il che può far perdere denaro. Questo passaggio non distingue i tipi di ordine: si applica sia a un ordine al mercato inviato durante la seduta, sia a un ordine attivato automaticamente da una soglia.

Un ordine stop non garantisce il prezzo fissato, secondo l’ESMA

È esattamente questo secondo caso che l’ESMA approfondisce nel suo parere di luglio 2023 sulle misure proposte dal regolatore spagnolo CNMV riguardo ai CFD. L’ESMA ricorda che un ordine stop-loss non è un impegno di prezzo ma un attivatore: una volta raggiunta la soglia, l’ordine si trasforma in ordine al mercato, eseguito al prezzo disponibile in quel momento, che può differire dal livello fissato. Il testo originale è esplicito: gli ordini stop-loss non garantiscono un livello di protezione ma un ordine al mercato attivato quando il prezzo del CFD raggiunge il prezzo fissato dal cliente. Di conseguenza, il prezzo ricevuto dal cliente (prezzo di esecuzione) può essere diverso dal prezzo al quale è stato impostato lo stop-loss. In altre parole, il livello scelto per il proprio ordine stop è una soglia di attivazione, non una promessa di uscita esattamente a quel prezzo.

Perché la leva finanziaria aggrava la sensibilità allo scarto di prezzo

L’ESMA collega inoltre questo rischio alla leva finanziaria propria dei CFD. Più la leva è elevata, più un dato movimento di prezzo incide fortemente sul margine disponibile sul conto, rendendo gli strumenti di protezione abituali insufficienti da soli. Il parere lo formula così: la leva aumenta la sensibilità del margine dell’investitore ai movimenti di prezzo del sottostante, aumentando il rischio di perdite improvvise. I controlli di trading tradizionali come gli stop-loss sono quindi insufficienti per gestire le preoccupazioni di tutela dell’investitore. Questa constatazione si collega a quanto già descritto riguardo al tetto di leva e alla protezione dal saldo negativo: un meccanismo di protezione riduce un rischio, non lo annulla.

Cosa questi testi non coprono

Né l’AMF né l’ESMA pubblicano una cifra media di slippage per strumento o per broker, e nessuno dei due testi citati fornisce un metodo di calcolo dello scarto previsto in base alla volatilità o all’ora del giorno. Questi testi descrivono un meccanismo e un obbligo di vigilanza dei prestatori, non una misura quantificata del fenomeno. Allo stesso modo, un ordine limite riduce il rischio di scarto di prezzo sfavorevole fissando un prezzo massimo o minimo di esecuzione, ma al costo di un rischio di mancata esecuzione se il mercato non ritorna a quel livello: l’AMF e l’ESMA non scelgono tra questi due rischi, li documentano separatamente.

Capire lo scarto di prezzo CFD significa quindi ricordare che nessun ordine, stop o al mercato, offre una garanzia di prezzo una volta che il mercato si muove rapidamente, e che questo disallineamento può giocare sia a favore che contro, secondo il senso del mercato al momento dell’esecuzione.