Il limite di leva ESMA CFD impone, per un privato europeo, un tetto che scende da 30:1 a 2:1 secondo l’attivo sottostante: 30 a 1 sulle coppie di valute principali, e solo 2 a 1 sulle criptovalute. Questa misura dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) si applica dal 1° agosto 2018, come conferma l’annuncio ufficiale dell’ESMA.
Prima di questa restrizione, un broker poteva proporre leve molto più elevate su un CFD. L’Autorité des marchés financiers (AMF) francese lo ricorda senza ambiguità: «Il broker può proporre una leva fino a 400», precisa nella sua scheda informativa, prima di dettagliare l’effetto moltiplicatore sui guadagni come sulle perdite, secondo l’AMF. La misura ESMA ha posto fine a questa libertà per i clienti privati.
Perché il tetto varia secondo l’attivo
L’ESMA giustifica esplicitamente la gerarchia dei cinque livelli con la volatilità del sottostante. Il testo ufficiale precisa che i limiti variano «secondo la volatilità del sottostante» («which vary according to the volatility of the underlying»). Più un attivo può muoversi fortemente e rapidamente, più la leva autorizzata è bassa, per limitare la velocità con cui un conto può essere interamente consumato dalle perdite.
Un movimento del 2% su una coppia di valute principale è già significativo, mentre lo stesso movimento su un’azione singola o una criptovaluta può avvenire in pochi minuti. Il tetto di leva non elimina questo rischio, ne riduce l’amplificazione.
I cinque livelli fissati dall’ESMA
L’ESMA dettaglia cinque categorie precise, ciascuna con il proprio tetto per l’apertura di una posizione da parte di un cliente privato:
- 30 a 1 sulle coppie di valute principali;
- 20 a 1 sulle coppie di valute non principali, l’oro e gli indici azionari principali;
- 10 a 1 sulle materie prime diverse dall’oro e gli indici azionari non principali;
- 5 a 1 sulle azioni singole e altri valori di riferimento;
- 2 a 1 sulle criptovalute.
Questa gerarchia è accompagnata da una regola standardizzata di chiusura del margine: i broker devono chiudere la o le posizioni CFD aperte di un cliente non appena il margine disponibile raggiunge il 50% del margine minimo richiesto, precisa l’ESMA nel suo comunicato.
| Categoria di attivo | Leva massima |
|---|---|
| Coppie di valute principali | 30 a 1 |
| Coppie di valute non principali, oro, indici azionari principali | 20 a 1 |
| Materie prime (escluso oro), indici azionari non principali | 10 a 1 |
| Azioni singole e altri valori di riferimento | 5 a 1 |
| Criptovalute | 2 a 1 |
Cosa conferma l’AMF in Francia
L’AMF riprende questa classificazione per il mercato francese e fornisce un esempio concreto di calcolo. Ricorda che «l’effetto leva è ormai limitato secondo la natura del sottostante», con, nelle sue stesse parole, «30 per i CFD sulle valute più importanti del Forex, 5 per i CFD sulle azioni e 2 per i CFD sulle criptovalute». L’AMF illustra anche il meccanismo: con una leva di 20, un deposito di 100 euro permette di aprire una posizione di 2.000 euro, ovvero 20 volte 100.
Questo dato riguarda specificamente i CFD proposti a clienti privati in Europa. Non dice nulla sulle condizioni applicate ai clienti professionali, che possono beneficiare di limiti diversi secondo il loro status, né sulle regole in vigore fuori dall’Unione europea.
Cosa cambia per un trader che confronta più classi di attivi
Un trader che passa da un CFD su una coppia di valute principale a un CFD su un’azione singola o una criptovaluta cambia anche il margine richiesto per la stessa dimensione di esposizione. A capitale uguale, l’esposizione massima autorizzata è sei volte più bassa su una criptovaluta rispetto a una coppia di valute principale, poiché la leva passa da 30 a 1 a 2 a 1. Non è un dettaglio tecnico secondario: è la variabile che determina quanto capitale reale deve essere immobilizzato per mantenere una determinata posizione, e quindi a quale velocità un margine può raggiungere la soglia di chiusura al 50% citata sopra.
Comprendere questa gerarchia è utile anche per leggere correttamente un’esecuzione di ordine, un argomento trattato nel nostro articolo sull’ordine di mercato e l’ordine limite, o per valutare il rischio reale di un conto CFD prima di una chiusura forzata, come dettagliato nel nostro articolo sulla protezione dal saldo negativo su un conto CFD.
Domande frequenti
Da quando si applica il limite di leva ESMA CFD?
Si applica dal 1° agosto 2018, data confermata sia dall’ESMA che dall’AMF per il mercato francese. Prima di questa data, i broker potevano proporre leve nettamente superiori, fino a 400 a 1 secondo l’AMF.
Perché la leva sulle criptovalute è la più bassa?
Perché l’ESMA fissa i tetti in base alla volatilità del sottostante, e le criptovalute figurano tra gli attivi più volatili coperti dalla misura. Il tetto di 2 a 1 è il più restrittivo dei cinque livelli definiti dal regolatore.
Questo limite di leva si applica a tutti i clienti?
No, riguarda specificamente i clienti privati (retail), secondo gli stessi termini dell’ESMA. Le regole per i clienti classificati come professionali non sono coperte da questa misura e possono differire.
Cosa succede se il margine di un conto CFD scende troppo?
L’ESMA impone una regola di chiusura del margine per conto: non appena il margine disponibile raggiunge il 50% del margine minimo richiesto, il broker deve chiudere una o più posizioni aperte del cliente. Questa regola si applica in aggiunta ai tetti di leva.
