La Norges Bank alza i tassi di riferimento dal 4,25% al 4,50%, una decisione presa in comitato il 23 settembre 2026 e rendo pubblica il 24 settembre. Lo stesso giorno, la Riksbank svedese e la Banca nazionale svizzera hanno scelto l’immobilismo. Ecco cosa è realmente accaduto, e cosa documenta ciascuna pubblicazione senza estrapolazioni.
La decisione della Norges Bank, presa il 23 settembre e pubblicata il 24
Il comitato di politica monetaria e stabilità finanziaria della Norges Bank, riunito il 23 settembre, ha optato per un ulteriore inasprimento, con un comunicato reso pubblico il 24 settembre alle 10:00 (ora della Norvegia), secondo il calendario ufficiale della banca. Secondo questo comunicato, il comitato ha giudicato necessaria una politica monetaria leggermente più restrittiva per ricondurre l’inflazione verso l’obiettivo in un orizzonte ragionevole, e ha deciso di alzare il tasso di riferimento dal 4,25% al 4,50%.
Il comunicato ufficiale non dettaglia alcun voto nominale né un dibattito interno tra i membri del comitato: documenta solo la decisione collettiva, senza menzionare un eventuale disaccordo preliminare o un’unanimità esplicita. Il comitato ha deciso di alzare il tasso di riferimento dal 4,25% al 4,50%, e questo è quanto il testo permette di affermare.
Riksbank e BNS: due decisioni di stop notificate lo stesso giorno
Il documento di decisione riporta la notifica delle 9:30 ora svedese (CEST) del 24 settembre, secondo il suo titolo ufficiale; la Riksbank ha quindi notificato una decisione distinta da quella della Norges Bank: il tasso di riferimento è fissato all’1,75%, il che significa che rimane invariato, una decisione che entrerà in vigore dal 30 settembre 2026. Questo fuso CEST corrisponde al fuso orario italiano in quella data.
La Banca nazionale svizzera ha seguito la stessa logica di stop, dopo diverse riunioni trimestrali già segnate da un tasso invariato allo 0%, secondo le decisioni del 25 settembre 2025, dell’11 dicembre 2025, del 19 marzo 2026 e del 18 giugno 2026. Il comunicato del 24 settembre non lascia dubbi: la Banca nazionale svizzera lascia il tasso di riferimento invariato allo 0%. Il comunicato contiene anche previsioni condizionali di inflazione (0,7% per il 2026, 0,8% per il 2027 e il 2028) e di crescita del PIL (tra l’1,5% e il 2% per il 2026, circa l’1,5% per il 2027); questi numeri sono proiezioni condizionali pubblicate dalla stessa BNS, non un impegno sulla traiettoria futura del tasso di riferimento.
Questi tre annunci concentrati nella stessa finestra oraria, con una sola decisione divergente, illustrano contesti economici nazionali differenti piuttosto che un orientamento comune delle banche centrali europee, un punto già osservato nel precedente esame delle stesse tre istituzioni.
Ifo tedesco: il clima delle imprese migliora in settembre
Sul fronte dei dati tedeschi, l’istituto ifo ha pubblicato il 24 settembre un indice del clima delle imprese in aumento. Secondo la pubblicazione, l’indice ifo del clima delle imprese è salito a 89,9 punti in settembre, contro 88,8 punti in agosto, con le imprese intervistate che hanno valutato la propria situazione attuale in modo più positivo. Questo aumento misura una percezione delle imprese intervistate in un momento specifico; non costituisce una previsione di crescita e non dice nulla sulle decisioni future della Bundesbank o della BCE.
Agenda del giorno negli Stati Uniti: cosa deve ancora essere pubblicato
Il 25 settembre, due pubblicazioni statunitensi figurano nel calendario economico. Gli ordini di beni durevoli del mese di agosto sono attesi alle 8:30 ora della costa orientale americana (le 14:30 ora italiana in questa data), secondo il comunicato del Bureau of the Census che annuncia la data di questa pubblicazione. Il mese precedente (dati di luglio) aveva mostrato una crescita dell’1,1%, contro una previsione di mercato dello 0,4% secondo l’aggregatore consultato (il Bureau of the Census non pubblica esso stesso alcuna previsione), e al momento di questa stesura, il valore di agosto non era ancora rilevato nei calendari consultati.
La revisione finale dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per settembre figura anch’essa nel calendario del 25 settembre. L’aggregatore consultato indica le 14:00, mentre una fonte mediatica che riprende il calendario ufficiale indica invece le 10:00 ora della costa orientale americana; questo giornale non decide quindi tra questi due orari in assenza di conferma diretta da parte dell’Università del Michigan. La lettura preliminare dell’11 settembre aveva stabilito questo dato a 47,8, e l’aggregatore consultato indica un valore atteso identico di 47,8 per la revisione finale; questo numero non era ancora confermato come definitivo al momento di questa stesura, e nessuna fonte primaria consultata documenta un consenso di mercato distinto per questa revisione.
Cosa questo giornale non permette di affermare
Nessuna delle fonti consultate documenta una reazione di mercato quantificata a questi annunci, né uno scenario di politica monetaria per le prossime riunioni della Norges Bank, della Riksbank o della BNS. I dati ifo descrivono un indice, non una traiettoria di crescita del PIL tedesco.
Se seguite queste pubblicazioni nell’ambito di una challenge di trading finanziata, tenete presente che questi annunci influenzano la volatilità di diverse coppie di valute senza che alcuna direzione sia garantita dai testi ufficiali qui citati. La sensibilità delle vostre posizioni a questo tipo di annuncio dipende anche dal limite di leva applicato ai vostri CFD. Chi desidera valutare il proprio approccio davanti a questo tipo di evento può anche consultare il test del profilo trader in 7 domande proposto da WeGetFunded, oppure configurare la propria challenge prima della prossima sequenza di decisioni.
